en-La filosofia che spaventa i benpensanti

18/07/2015

La Serenissima e Biassono non sono mai state così vicine. E' solo da qualche giorno che il nuovo sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha messo all'indice numerosi testi considerati pericolosi per i bambini, infilando - in una lista di ben 49 opere proibite - diversi capolavori della letteratura per l'infanzia (fra cui i fantastici "Piccolo Blu" e "Piccolo Giallo", nonché altri testi di Leo Lionni, utilizzati da decenni da insegnanti e pedagogisti per il loro valore educativo). 

Probabilmente a Venezia, così come a Biassono, nel nostro piccolo, i problemi prioritari degli amministratori sono proprio questi: dare la caccia ai libri sospettati di diffondere concetti di uguaglianza contro la discriminazione, o prevenire la diffusione di cultura, in particolare se questa si cela in forme astruse e sospette come la filosofia. Se poi questa parla addirittura dell'Eros nella cultura indiana...beh, apriti cielo! (l'allergia dell'amministrazione leghista biassonese al sapere orientale l'avevamo già conosciuta con il veto posto alla pratica Tai Chi). 

Questa volta, senza saper minimamente di cosa si trattasse, ma allertato da solerti quanto fantomatici cittadini, il previdente "borgomastro" ha sparato i suoi strali contro le serate di filosofia itinerante dal titolo "Il Giardino di Epicuro", organizzate dal portale Altrimenti.net diretto da Alberto Caspani, in collaborazione con l'associazione Gaetano Osculati (altra grave causa di allergia per gli amministratori locali). 

A scatenare l'attacco di allergia al sindaco, questa volta, sembra essere stato il contenuto delle conversazioni filosofiche, a suo parere (senza aver mai partecipato a una sola delle serate!) offensivo e addirittura da "Trattamento Sanitario Obbligatorio". Parole testuali. Non importa se altri Comuni stiano proponendo rassegne simili, in collaborazione con prestigiose università e istituti di ricerca, ottenendo ampio consenso da parte del pubblico. Per il sindaco Piero Malegori gli argomenti trattati sono tabù; chi tiene la presentazione o vi partecipa è considerato pronto per il ricovero coatto.Il falso moralismo che trasuda da queste dichiarazioni, in cattiva fede e con malcelati secondi fini, è fin troppo evidente agli occhi dei cittadini più attenti, che non abboccano all'amo del finto puritanesimo del sindaco. 

Non so, infatti, se i biassonesi si sentano più offesi da innocue e "platoniche" conversazioni filosofiche sull'eros, piuttosto che da ragazze in carne e ossa, poco o niente vestite, esibite come merce al pari delle auto sulle quali erano volgarmente sdraiate nella piazza centrale del paese, in occasione di una scorsa edizione del Fuori GP! (Manifestazione orgogliosamente rivendicata dalla giunta leghista). Ma un'altra domanda mi balena nella mente leggendo le dichiarazioni di Malegori su "Il Cittadino di Monza e Brianza": "In questo comune esisterà pure un assessore alla cultura in grado di far rinsavire il suo borgomastro richiamandogli alla mente la pregnanza della tematica epicurea? Come mai nessuna dichiarazione a sostegno della filosofia? 

Subito mi ricredo. Come ho potuto non pensarci prima? Nel pieno rispetto dell'incarico rivestito, l'assessore ha messo diligentemente in pratica l'ambigua massima epicurea che così recita: "Salpa l'ancora, ragazzo, e fuggi da ogni forma di cultura". Quando si dice prendere le cose alla lettera...


Vittoria Sangiorgio
Presidente Associazione Culturale Gaetano Osculati